Intervista
Rosina Nané
Nané Rosina Mawusi nasce ad Accra (Ghana) da una regina di una tribù Ashanti. La sovrana ha il suo regno a Besoro, una città dove vivono diecimila sudditi a 100 Km dalla capitale Accra.
Schio (VR), Gennaio 2005
Nanà Rosina Mawusi nasce ad Accra (Ghana) da una regina di una tribù Ashanti. La sovrana ha il suo regno a Besoro, una città dove vivono diecimila sudditi a 100 Km dalla capitale Accra. La tradizione vuole che sia il popolo a scegliere lei per succedere alla madre e guidare la sua gente.
Attualmente vive in Italia e grazie alla sua amica Dinia Frigo riusciamo a porle alcune domande.
Sua Maestà, da quanti anni vive in Italia?
Vivo in Italia da quindici anni. In precedenza vivevo a Besoro dove ho studiato per quindici anni e mi sono sposata a ventidue. Rimasta vedova, data la grave situazione economica del mio Paese, decido di venire in Italia a lavorare per aiutare i miei figli e la mia gente. Scelgo l'Italia perché è cattolica e in Italia c'è il Papa; ragioni queste che mi convincono che qui potrò trovare solidarietà. Lavoro come collaboratrice domestica, e quando finisco il mio lavoro apro la porta alla mia gente, l'ascolto, l'aiuto a prendere decisioni e poi penso a quelli che sono rimasti in Ghana. Organizzo infatti ogni anno la spedizione di containers, mettendo assieme per loro tutto quello che posso.
Lei è una regina con trono, casa reale e corte. Quando è in Italia chi fa le sue veci?
Dal 1964 il Ghana, da Paese ricco si trovò ad affrontare gravissime crisi economiche; la vita divenne difficile per tutti. Anche la mia famiglia si trovò pertanto a subire le conseguenze di questa pesante situazione; di qui la mia decisione di venire in Italia.
Quando sono in Italia, a Besoro c'è il Re, mio cugino col quale sono sempre in stretto contatto.
L'antico popolo degli Ashanti quando ha origine e come mai la sovrana è una donna?
Il popolo Ashanti ha origini antiche e proviene da popolazioni sudanesi, la cui tradizione prevede che la successione regale avvenga per linea materna. Quindi anche il Re, per acquisire questo titolo deve appartenere alla stessa famiglia.
É ammirevole quello che lei fa per il suo popolo e soprattutto l'impegno a favore di una politica di integrazione e solidarietà. Può parlarci dei suoi progetti futuri?
Sogno che un giorno la gente del Ghana sappia camminare con le proprie gambe. Attualmente però i bisogni più urgenti riguardano la salute e l'istruzione.
A Besoro i bambini percorrono in media 5-7 Km a piedi attraverso la foresta per raggiungere la scuola. Le lezioni iniziano di mattina e finiscono tra le 16 e le 17. In quest'arco di tempo non sempre si mangia qualcosa. C'è chi porta una banana, chi la mangia a casa, prima di partire, chi non ha niente fino a sera. Non ci sono orari per mangiare e bere; si mangia quando ce n'è. In ogni classe ci sono 40/50 bambini. Il clima umido porta spesso forti acquazzoni che inzuppano la terra battuta e i materiali degli edifici scolastici che sono aperti. Manca completamente il materiale didattico di consumo quotidiano. Vorrei dare a Besoro un edificio scolastico e le attrezzature necessarie.
Sempre a Besoro urge la costruzione di una cucina a servizio del piccolo presidio ospedaliero esistente. Questo piccolo centro di cura è privo di mezzi di trasporto e spesso di materiale sanitario. I malati che devono arrivare a piedi a volte non riescono a raggiungerlo o arrivano troppo tardi; (in media vengono percorsi 15 Km). I malati mangiano solo se i famigliari possono dar loro qualcosa e la stessa cosa accade a chi deve assistere per lunghi periodi una persona.
Il mio secondo progetto quindi è la costruzione di un locale cucina per questo presidio.
Cosa rappresenta per lei il premio “Telamone”?
É un riconoscimento importante perché è un “premio di pace” ma anche perché viene dato ad una donna immigrata e africana.