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Intervista

Mimmo Srour

Un Sindaco Siriano, straniero ma non troppo.

Mimmo Srour

Intervista al sindaco di Sant'Eusanio Forconese

Dopo l'11 settembre, i musulmani che vivono in Occidente vedono sempre più minacciata la propria identità. Spesso assimilati al fondamentalismo di Al-Qaeda, sono percepiti come presenza ostile. Con il sindaco di Sant'Eusanio Forconese, ing. Mimmo Srour, siriano, parliamo delle prospettive e delle difficoltà che oggi incontrano i cittadini europei di religione islamica.

L'11 settembre è stato il vero spartiacque tra due epoche:

la prima quella caratterizzata da uno scontro di tipo socio-economico tra capitalismo e comunismo e tra democrazia liberale e regime dittatoriale di stampo comunista;

la seconda è quella teorizzata dai neo conservatori americani ed abbracciata dal fondamentalismo islamico di uno scontro su base religiosa. Ha segnato l'inizio della fase attuativa di un progetto studiato a tavolino che rifigura uno scontro tra la religione musulmana e l'Occidente cristiano.

L'attentato criminale alle torri gemelle è stato il segnale che ha dato il via ad una serie di avvenimenti tragici che rischiano di coinvolgere tutti e che hanno per vittima la convivenza, il dialogo e la pace tra i popoli; evidente perciò che i primi a soffrire di questa nuova situazione sono gli anelli più deboli della catena e cioè, i cittadini europei di religione islamica e gli arabi cristiani.

Quando lo scontro assume le caratteristiche di quello attuale, i moderati sono portati ad arrendersi e a ritirarsi dalla scena; tutti diventiamo così ostaggi dell'estremismo, dell'integralismo e del fondamentalismo di entrambi le parti.

Nelle società occidentali la maggior parte delle componenti musulmane ha avviato il dialogo con cristiani ed ebrei con risultati soddisfacenti che, vedono dirigenti islamici impegnati ad un lavoro di scoperta e di conoscenza reciproca. Alcuni personaggi, con comportamenti provocatori, penalizzano fortemente i musulmani d'Italia, portatori di civiltà e costruttori di una identità nazionale. Cosa ne pensa a tal riguardo? Qual'è il suo giudizio su certi organi che, diffondono notizie per fare chiasso e non costruire l'incontro e la multietnicità?

Sono convinto che il dialogo tra cristianesimo ed islam non è mai venuto meno, anzi, in diversi periodi della storia, abbiano assistito a rapporti fecondi tra le due civiltà che si rifanno sia al cristianesimo (civiltà occidentale) che all'islam (civiltà araba). In modo particolare il bacino del mediterraneo ed i popoli che lo animano hanno da sempre saputo intessere rapporti economici, politici e sociali, improntati sul rispetto e sulla stima reciproca. Nella storia del rapporto tra queste tre religioni monoteiste non ci sono stati solo momenti difficili, vedi la battaglia di Lepanto, le spedizioni Crociate ed il conflitto arabo-istraeliano, ma, ci sono stati anche periodi estremamente fecondi e solo per citare alcuni esempi penso alla corte di Federico II, alla scuola di medicina di Salerno, allo splendore dell'Andalusia e all'innesto praticato tra le tre civiltà da filosofi, scienziati e studiosi. Guai a confondere il cristianesimo con l'Occidente capitalista ed egoista e l'islam con le scorribande saracene e la violenza inaudita delle nuove bande integraliste.

Alcuni personaggi provocatori sono da ritenersi estremamente marginali al dibattito in atto: invenzione di alcuni organi di stampa che per errore o per disegno preciso tendono ad ostacolare il dialogo e convivenza tra gli uomini.

In un'epoca come quella nella quale viviamo, del “villaggio globale” e della globalizzazione, pensare di impedire la costruzione della società multietnica e multiculturale è pressoché impossibile.

Sono convinto che la diversità culturale, se governata, può essere una ricchezza ed il mezzo migliore per combattere e sconfiggere gli integralismi e i fondamentalismi di ogni sorta.