Intervista
Mimmo Emanuele
Pittore, grafico, ritrattista. Un artista che comunica "visivamente" e lascia scorrere i suoi pensieri spontanei.
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MIMMO EMANUELE - Pittore, grafico, ritrattista. Un artista che comunica “visivamente” e lascia scorrere i suoi pensieri spontanei.
L’Aquila, novembre 2007
Nel momento creativo segui un progetto ben definito o, semplicemente improvvisi?
Lascio poco spazio all'improvvisazione; le mie mostre sono prettamente rispondenti alle tematiche che mi sono care e cui da sempre sono fedele. Non sono, pertanto, solo “decorative” ma rispondono ad un preciso impianto concettuale che nel tempo ho consolidato. Nel momento della realizzazione non ricerco un gusto del bello fine a sé stesso ma cerco di esprimere un mio personale pensiero riguardo ad un argomento o ad un soggetto che possa suscitare nel fruitore dei miei quadri curiosità, interpretazione, discussione, e, mi piace pensare, almeno talvolta, emozione.
I titoli delle mie ultime esposizioni possono ancor meglio spiegare ciò che intendo. Pensiamo ad esempio a “Voci nel silenzio”, “Impronte”, “Frammenti di vita”, “Uno sguardo nel passato”, “Il valore dell'altro”, “Il respiro del tempo” ed ultima in ordine di tempo la rassegna che andrò ad allestire nel mese di novembre, qui a L'Aquila al Palazzetto dei Nobili e che ho intitolato ”Tra cielo e Terra”. Sono i temi dell'esistenza e le storie degli uomini gli argomenti che mi appassionano e mi ispirano.
A chi si rivolge veramente la tua arte?
Ad un pubblico vasto ed eterogeneo che tento di raggiungere in ogni ambiente, allestendo le mie mostre anche in spazi che possono sembrare non esattamente “propri”. Mi riferisco, ad esempio, alla mostra ordinata a L'Aquila presso il Terminal “Lorenzo Natali” lo scorso anno che, proprio per la particolare location, mi ha permesso di intercettare anche persone non abitualmente a contatto con i miei lavori e dalle quali ho tratto impressioni, sollecitazioni ed intuizioni che mi hanno grandemente arricchito.
Accanto a questo pubblico sempre “nuovo” cui mi rivolgo con grande attenzione e sensibilità e che cerco di “catturare”, ho comunque un numero di appassionati estimatori che seguono da sempre il mio percorso artistico e che non mancano di manifestarmi la loro condivisione ed il loro apprezzamento.
Come reagisce la realtà aquilana?
Per quanto mi riguarda, sicuramente con grande entusiasmo e partecipazione. Ancora oggi, a distanza di diversi anni dai miei esordi, ciò mi stupisce e mi rende felice, inducendomi a pensare che il raccontare vicende umane ed incorniciarle mettendole a disposizione del giudizio critico di un pubblico attento rappresenti uno stimolo, che io trovo assolutamente avvincente, per continuare a percorrere questo cammino.
Cosa simboleggiano le tue opere, cosa vuoi rappresentare con la tua arte?
Rispondo con alcune frasi dalla presentazione di Walter Capezzali alla mia prossima mostra: “… nella sua arte emergono nuovamente, ma con maggiori e significative accentuazioni, temi e risonanze che ne ampliano la portata ad ambiti di natura sociale e spirituale” “… i luoghi, le pietre, gli strumenti, la terra … il bambino, la donna, il contadino, il sofferente … , il Trascendente…”.
Arte: in questo periodo molti artisti fanno discutere, cosa pensi del movimento artistico di oggi?
Ogni forma espressiva di arte va apprezzata, capita ed interpretata soprattutto se intesa come “l'unione in forme nuove di elementi artistico-culturali diversi”. Cito ad esempio la nascita del Neosincretismo, nuovo gruppo-movimento artistico che anche in Italia si propone un percorso di unione-fusione, in una prospettiva universale, di arte antica, classica e contemporanea tramite la rielaborazione e l'utilizzo di diversi strumenti e materiali. Certo, io ho intrapreso e perseguirò un percorso più figurativo e, se vogliamo, meno “moderno” ma voglio raccontare delle storie e per farlo ho bisogno di forme reali.
Qual è il tuo programma espositivo per il prossimo futuro?
Un appuntamento cui non voglio rinunciare, per il suo impegno nel finanziamento della ricerca scientifica italiana, rispetto al quale dovremmo tutti sentirci più coinvolti, è TELETHON 2007 presso la BNL di L'Aquila il prossimo dicembre; poi, una personale presso la Biblioteca “Confalonieri” della Curia Aquilana nella prossima primavera. In prospettiva c'è anche la pubblicazione di un libro su immagini relative a “L'Aquila inedita” e una seconda mostra in Canada.