Intervista
José Maria Sciutto
Maestro di grande talento, svolge da tempo un'intensa attività artistico-pedagogica. Ambasciatore nel mondo della cultura musicale, ma anche grande realtà cittadina, regionale.
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Intervista a Josè Maria Sciutto
L’Aquila Novembre 2004
Maestro di grande talento, svolge da tempo un'intensa attività artistico-pedagogica. Ambasciatore nel mondo della cultura musicale, ma anche grande realtà cittadina, regionale.
La musica è per Lei un superamento di ogni barriera politica, religiosa, etnica, geografica, economica. Quali sono state le sue esperienze e cosa l'ha formato?
Io sono nato in Argentina, all'interno della provincia di Buenos Aries, nella pampa, in questo mare di terra dove si vede sempre l'orizzonte. Dopo le scuole dell'obbligo mi sono trasferito nella città “La Plata” capitale della provincia Buenos Aries, dove vi è un'università molto importante soprattutto per la facoltà di musica. Ho studiato da direttore d'orchestra ma, contemporaneamente ho lavorato e ho iniziato a dirigere giovanissimo. Ho diretto: cori, orchestre, gruppi vocali e strumentali, folklore argentino. Dopo l'università, facendo il direttore d'orchestra, mi sono “buttato” nella musica classica.
A che età ha lasciato l'Argentina e perché l'ha fatto?
L'Argentina era un Paese che prometteva tanto, un Paese molto ricco, con un livello culturale alto. L'esperienza terribile della dittatura militare ha ucciso centinai di giovani, ha ucciso una generazione e anche la cultura. Nonostante si viva in una miseria terribile il movimento culturale è impressionante sia a livello amatoriale che professionale. Ovviamente tanti ragazzi come ho fatto anch'io, sono andati a cercare fortuna altrove. Ho lasciato il mio Paese all'età di 37 anni, avevo la cittadinanza italiana perché ho origini genovesi e l'Italia per questo mi ha sempre affascinato. A Roma ho vinto un concorso all'istituto italo-latino-americano, è un istituto internazionale che cura i rapporti tra tutti i Paesi latino-americani e l'Italia. Ho creato così un programma di musica per l'Università per la Pace, la cui sede è in Costa Rica, lì ho conosciuto adesso ormai mio carissimo amico, Don Rodrigo Caraso presidente del Costa Rica negli anni sessanta. È stato diverse volte a L'Aquila, è un personaggio di vasta cultura, statista, politico di altissimo livello. Abbiamo così iniziato un programma “Musica per la Pace”. Ho lavorato due anni in Costa Rica dove ho creato questo movimento. Ho fatto grandi tournée e sono stato direttore del conservatorio nazionale della Costa Rica.
Sono stato direttore itinerante del “Center for Music of de Americas” della Florida State University, membro del “fullbright program”. Ma la voglia di tornare in Italia era forte ed ho chiesto a Don Rodrigo Caraso di aiutarmi ad aprire anche in Italia una finestra verso la musica. L'università per la Pace ha intanto dei comitati di appoggio in tutto il mondo, anche in Abruzzo funzionava il comitato d'appoggio all'università per la Pace. Ho vinto al conservatorio “L. D'Annunzio” a Pescara un concorso e così mi sono stabilito a L'Aquila mantenendo però i rapporti con il mondo.
L'associazione “Musica per la Pace” nata sotto l'egida dell'Università per la Pace dell'O.N.U. è una realtà cittadina, regionale ed internazionale. Quali sono le Istituzioni che collaborano a questo progetto globale e come si articola?
Le Istituzioni che collaborano sono molteplici: l'Università Conplutense di Madrid, l'Università Nazionale e l'università di Costa Rica, la secreteria de Cultura de la Municipalidad di La Plata (Argentina), l'Istituto italiano di cultura Dante Aligheri di Buenos Aries e di San Josè di Costa Rica, The school of the Music della Florida State University (USA), la Universidata de la Laguna di Tenerife (Spagna), il conservatorio National de la Repubblica Domenicana, la filarmonica oltenia di Craiova (Romania), “Grosse Kreisstadt Rottweil” (Germania).
L'associazione è così articolata: Bottega Ars Musicals; movimento ars musicali; Cappella Ars musicalis e Convitto Ars musicali.
Quali saranno i progetti futuri?
Come associazione è un periodo molto bello, siamo in forte espansione, abbiamo dei progetti interessanti. I nostri docenti sono specializzati e crediamo fortemente ai valori di pace. I problemi di pace per noi derivano dalla mancanza di comunicazione. La musica è un modo unico di comunicare, una dimensione che ci permette di vedere l'altro in modo diverso. L'arte fa volare la fantasia, in maniera concreta alla ricerca di un mondo migliore. Personalmente ho un mese di concerti in Corea e a Seul. A Dicembre vado in India, dopo con la Cappella della nostra associazione andremo a marzo in Australia a visitare gli immigrati abruzzesi.
Sarò inoltre al teatro di Roma con un opera del maestro L. Bacalof.