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Intervista

Ioannis Davilis

Presidente della comunità Ellenica di Brindisi-Lecce-Taranto.

Ioannis Davilis

Brindisi, Settembre 2008

Come valuta i rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa in Grecia?

Voglio essere estremamente sincero. È un rapporto difficile, non certo perchè manca la volontà dei vertici delle due Chiese (Benedetto e Bartolomeo ci insegnano con il loro impegno costante), ma perchè questa volontà dichiarata è messa in atto con azioni importanti di dialogo e di approfondimento, spesso si imbattono con il muro della diffidenza e dello scetticismo della “base”, dei fedeli e del basso clero delle due parti, che spesso sono succubi di paure provenienti dalla cosiddetta “ignoranza motivata”, ignoranza storico-teologica motivata dall’alto senso di appartenenza alla “fede-chiesa giusta”. Ecco perché noi sosteniamo che il dialogo deve partire dalla base e che un incontro di dialogo, di confronto e quindi di conoscenza di base fra cattolici ed ortodossi, vale più di 10 encicliche.

Il messaggio che le alte cariche delle due Chiese devono passare alla base dei cattolici e degli ortodossi deve essere, a mio avviso, un messaggio di estrema semplicità: i cattolici e gli ortodossi sono Cristiani, quindi appartengono alla stessa famiglia e come in ogni famiglia sana ogni componente deve essere autonomo e libero nelle proprie scelte, rispettando ed onorando con le proprie azioni la sua famiglia.

La guerra di civiltà è nella mente perversa dei fanatici di tutte le Fedi. È possibile riconoscere i diritti e i valori dell’altro senza la paura del confronto e dialogare con tutte le religioni?

Qualcuno ha detto che “la paura è fatta di niente”. Io condivido in pieno.

In particolar modo la paura per il confronto ed il dialogo tra persone, e quindi tra religioni, etnie e stati, spesso nasce dalla ignoranza, dalla non conoscenza dei fatti e delle motivazioni storico-culturali che sono alla base di tali paure e causano divisioni spesso drammatiche.

Se le moltitudini dei fanatici, degli estremisti di ogni tipo, potessero semplicemente conoscere, avrebbero capito che le loro paure, alla base delle loro azioni fanatiche e spesso criminose, non esistono, perché appunto fatte di niente, di nulla.

Personalmente non sono preoccupato dai fanatici attivisti che ogni giorno vengono sbattuti in prima pagina, ma da chi crea le condizioni che essi rimangono nell’ignoranza, prigionieri delle loro paure appunto fatte di niente!

Cosa ha rappresentato per voi ortodossi la visita del Papa a Brindisi?

È stato un evento storico per la città di Brindisi.

Naturalmente anche per la nostra Comunità e per la Parrocchia ortodossa locale. Ma per gli ortodossi è stato molto significativo il fatto che l’organizzazione Vaticana, su indicazione della Arcidiocesi di Brindisi, ha invitato il Metropolita Ortodosso d’Italia Gennadios Zervos ad essere presente alle manifestazioni ed agli incontri collegati alla visita Papale, insieme, e quindi alla pari, con i vescovi cattolici.

Il Papa stesso alla Sua omelia centrale, ha salutato la presenza di Gennadios e degli ortodossi e questo è stato un fatto di grande significato, un riconoscimento dell’importanza della Chiesa Ortodossa d’Italia, un rinnovo dell’impegno a continuare il dialogo ma anche un riconoscimento indiretto ma chiaro della centralità di Brindisi nella geografia internazionale dell’ecumenismo.

Noi, come Comunità Ellenica, siamo estremamente soddisfatti perché da anni abbiamo rivendicato, con iniziative mirate, questo ruolo importante della nostra città nel nome del suo Santo Protettore, San Teodoro d’Amasea, un Santo taumaturgo venerato sia in oriente che in occidente, quindi simbolo palpabile dell’unità dei Cristiani.

La penisola Ellenica e la Puglia, due coste che si guardano e si confrontano, un legame radicato nei secoli, non è vero?

È vero. Sono legami millenari e continui di rapporti storico-culturali tra le due sponde, tra le due comunità. Sono legami profondi che sottolineano l’appartenenza alla grande famiglia mediterranea, a questa grande cultura di base che più che greca o greco-romana è una cultura mediterranea, fondamenta della cultura Europea.

Il mare quindi non ci divide ma ci unisce, facilita i contatti da sempre e promuove gli scambi sociali, culturali ed economici fra le nostre genti.

Lei è presidente della Comunità Ellenica di Brindisi e del Salento da diversi anni. Quali sono i numeri della Comunità in Puglia?

La prima cosa che tutti ci chiedono è: “ma quanti siete?”. La risposta è facile se si deve parlare strettamente di iscritti alla nostra Comunità. Diviene un po’ più complicata se si deve parlare di realtà greche, grecofone e filogreche presenti nel nostro territorio, nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto, il territorio della vecchia e gloriosa “Terra d’Otranto”, oggi ribattezzata “Grande Salento”. Comunque la nostra Comunità, tra soci ed associati conta circa 400 iscritti, collabora con una decina di associazioni grecofone e filogreche del territorio e fa parte attiva della “Rete delle Comunità Elleniche in Puglia” e della “Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia”.

Il nostro obbiettivo è di “recuperare” le migliaia di Italiani di origine greca, della seconda, terza ed anche quarta generazione che vivono nel territorio del Grande Salento. Non è un semplice tentativo per procurare nuovi iscritti alla nostra Comunità, ma una necessità prima di tutto a conoscerli ed in seguito, là dove c’è bisogno, di contribuire a far riaccendere in loro la passione per la terra degli avi, attraverso l’insegnamento della lingua e la conoscenza della Grecia, attraverso la sua storia, la sua cultura, i suoi usi e costumi.

Un progetto ambizioso che vogliamo estendere in tutta la Puglia coinvolgendo la “Rete delle Comunità Elleniche in Puglia”, con la collaborazione della Regione e dei Comuni Pugliesi più significativi.

La Puglia e la Grecia hanno uno straordinario patrimonio naturale, artistico e culturale. Crede che le potenzialità pugliesi siano sfruttate al meglio?

Per niente. La maggiore parte dei nostri politici e degli addetti ai lavori, ogni anno parla di politiche relative all’industria del Turismo Pugliese quando tutti stanno ormai sotto gli ombrelloni. Ci vuole ben altro. Ci vuole una programmazione a lungo termine e soprattutto ci vuole fare sistema con la Grecia. Si deve finalmente capire che i nuovi potenziali clienti, 200 milioni di passaporti cinesi prima di tutto, non verranno mai per 15 giorni in Puglia per fare le classiche ferie in riva al mare. Questo tipo di turismo è esigente, vuole vedere il più possibile in pochi giorni. Cerca l’arte, la cultura, il mito antico. Viene da lontano in Europa principalmente per tutto ciò.

Ora io dico che se noi greci non saremo in grado, in collaborazione con gli italiani, con i pugliesi, di auto- proporsi come la meta unica, centrale di questi percorsi turistico - culturali, allora vuol dire che vivere di rendita culturale in tutti questi anni ci ha fatto veramente male, ci ha proprio addormentato.

Naturalmente sarebbe ingiusto non sottolineare che negli ultimi anni in Puglia si sono fatti grandi passi in avanti per quello che riguarda il turismo. Molto si è fatto per la promozione internazionale del marchio “Puglia” con successo. Eventi culturali, come “la Notte della Taranta” nei paesi ellenofoni della grecìa salentina, muovono migliaia di persone. Ma tutto ciò non basta. Come non basta un indiscusso incremento del turismo d’elite con lo sviluppo dell’agriturismo a 5 stelle e delle masserie-dimore. Ci vuole lo sviluppo del turismo di massa. Questo turismo porta realmente lavoro e benessere economico a tutti, fa girare l’economia, il commercio.

Ma per far questo ci vogliono infrastrutture, quindi volontà politica. Ci vogliono porti ed aeroporti che funzionano, ci vogliono treni efficienti…

Come può essere uno ottimista quando vede che le Ferrovie cancellano dalla Puglia gli Eurostar ed i nostri politici invece di alzare la voce in coro litigano tra di loro per stabilire se tutto ciò è conseguenza delle politiche del ex governo Prodi o dell’attuale governo Berlusconi?

Lei abita a Brindisi da diversi anni. Ci sono delle somiglianza tra Brindisi (e la Puglia) con la Grecia.

Prima di tutto ci sono somiglianze geo-naturalistiche e climatiche. L’Italia sembra il prosieguo naturale del territorio della Grecia occidentale, o viceversa.

In un area geografica cosi similare, popolata nei secoli, nei millenni da genti simile non poteva non nascere una civiltà uniforme, condivisa, di comune appartenenza.

I confini di stato si stabiliscono dagli uomini, le lingue si trasformano nel tempo ma l’appartenenza culturale, a mio avviso, va oltre tutto ciò e se si deve cercare una motivazione, questa si deve cercare nel nostro DNA.

Insomma una questione legata più al destino comune che alle analisi storico-antropologiche dei cosiddetti esperti.

Cosa le piace di più (e di meno) dell’Italia?

Del Italia mi piace molto la gente, la sua creatività, il suo credo ai valori delle tradizioni, alla famiglia, ai riti della domenica, cosi ripetitivi, cosi noiosi ma cosi importanti perché unici e insostituibili: il seguire le partite di calcio in tv, i mega-pranzi con i parenti, gli incontri al corso, il gelato per strada, l’amore passionale pieno di eccessi e gelosie!..

Cosa non mi piace? la violenza prepotente ed arrogante, quella della criminalità organizzata, l’omertà della cosiddetta gente per bene ed anche la vigliaccheria sociale, come quando si mette sotto con la machina una persona e poi si scappa, senza cercare di soccorrere, senza versare una lacrima per la vittima, lacrima che spesso viene conservata per essere versata durante l’arresto, davanti alle telecamere, solamente per disperazione perchè presso…