Intervista
I Dixie Dreams
Giorgio Carosone, Tony Turco e Simona Molinari, gruppo abruzzese che affronta temi umani e sociali tipici della canzone d'autore con ritmicità e vivacità melodica.
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I DIXIE DREAMS
Giorgio Carosone, Tony Turco e Simona Molinari, gruppo abruzzese che affronta temi umani e sociali tipici della canzone d’autore con ritmicità e vivacità melodica.
San Demetrio dé Vestini (AQ), Dicembre 2005
Eseguite musiche di James Taylor, De Andrè, De Gregori, Vecchioni, Bob Dylan.... le vostre canzoni non lasciano indifferenti l'ascoltatore. Qual è il messaggio che cercate di offrire?
G.C. Suoniamo brani appartenenti al genere "folk country" perché amiamo quel tipo di musica e per godere delle sonorità che produce la chitarra acustica, della morbidezza del basso a pedale, delle melodie a due e tre voci e di quei ritmi che evocano gli ambienti del Middle West degli USA e di quella fascia di stati del sud che vanno sotto il nome di Dixieland; da qui il nome Dixie Dreamers, che sta a significare " coloro che sognano di suonare la musica dixie ". La nostra intenzione non è quella di lanciare messaggi ma di trasmettere al pubblico le stesse emozioni che proviamo noi nell'ascolto di queste canzoni. Il messaggio viene da sé, è implicito nei testi dei brani che, non essendo le solite canzoncine d'amore di largo consumo e più di moda, affrontano in massima parte i temi umani e sociali tipici della canzone d'autore. Musiche molto belle melodicamente e armonicamente, con suoni delicati che si contrappongono al fracasso delle canzoni rap, hard rock etc.. che però richiedono ascoltatori sensibili e non semplici consumatori di musica.
Canzoni, le vostre fantastiche, dove c'è immaginazione, cultura e armonia. Compositori anche del mondo dei bambini. Potete spiegarmi le ragioni di questa cura per la canzone per l'infanzia, canzoni in alcun modo banali?
G.C. Le canzoni per i ragazzi sono nate dall’ esigenza di suonare a scuola. I testi seri ma non pedanti, comprensibili ma non infantili, descrivono eventi e realtà umane senza falsità ed ipocrisie e nello stesso tempo non sono traumatici per bambini dai 6 ai 13 anni. Le canzoni “Il sogno di Alì” ed “Il piccolo corriere”, i cui temi sono rispettivamente l'Intifada e lo spaccio di droga da parte dei giovanissimi, sono alcuni dei nostri grandi successi come convinti assertori del linguaggio universale della musica. Ogni canzone non è stata scritta e proposta ai bambini "tanto pe' cantà ", ma con uno scopo didattico ben preciso e restando lontani dai modelli dello Zecchino d'Oro e di Cristina D' Avena. Tanti insegnanti hanno l'esigenza di questo tipo di canzoni, infatti sono oltre 100.000 gli accessi al sito www.carosone.it, dove gratuitamente si possono scaricare anche le basi. È al primo posto nelle classifiche mondiali dei motori di ricerca Google e Virgilio nella sezione " canzoni per ragazzi ".
Il nuovo CD realizzato in occasione del Natale è un vero zuccherino concreto, ma soprattutto un impegno di didattica musicale. Raccoglie il meglio del vostro repertorio per un messaggio di rispetto di armonia e di pace. Musica e pace, binomio spesso evocato, quali motivi e quali esempi hanno contato di più nel decidere di realizzare questo nuovo CD sulla pace?
G.C. La decisione di incidere il cd di Natale è nata soprattutto dalla voglia di proporre qualcosa di nuovo che vada oltre i soliti quattro/cinque motivi americani ( Withe Christmass, Jingle Bells, Happy Christmass,...) e gli italiani Astro del ciel, Tu scendi dalle stelle, ... che cercano di rinverdire lavorando sugli arrangiamenti, cambiando il ritmo a volte in modo maldestro. Sapendo dell'esistenza di canzoni bellissime amate dai popoli anglosassoni da oltre 50 anni, come God rest you merry, gentlemen, ed il Canto dei pastori, musica della celebre Greensleaves. Bellezza e poesia che troviamo anche nei brani A' Soalin' , Christmass Dinner e Serenata a Gesù Bambino (parole e musica nostre ma chiaramente ispirata a The Little Drummer Boy) che fanno parte della tradizione scandinava e anglosassone conosciute ed eseguite pochissimo. A queste si aggiungono Nell'umile capanna di A.Yon, che non ha la popolarità che merita, È nato si dice.. del compianto Bertoli, irriverente nei confronti dei luoghi comuni di questa festività, e le nostre L'uomo dell'angolo, Il sogno di Alì, Anna Frank, che fanno riflettere sui drammi dell'umanità, che non scompaiono per incanto in questo periodo dell'anno. Il filo conduttore di questi brani coincide con il messaggio proprio del Natale, cioè con l'augurio che gli uomini trovino la pace interiore e sociale. L'incisione ha comportato numerose difficoltà tecniche, che penso siano state superate brillantemente grazie alle belle voci di Paula Prostean e di Christian Porretta, al violino di Stefano D'Ermenegildo, alle straordinarie percussioni di Claudio Turco, al raffinato arrangiamento da parte della pianista Rossella Pezzuti, all'impegno ed alla bellissima voce solista di Simona Molinari e, soprattutto, all'abilità di Tony Turco come arrangiatore, esecutore e fonico, vero jolly della situazione ed alla mia grande passione.
Il sogno di Alì dedicato al problema palestinese “il giorno di Natale non lanceremo più sassi ma solo palle di neve” si potrà mai realizzare?
G.C. Questo brano è stato profetico; a 2 anni dalla sua composizione, credo nel ‘92, in Palestina ci fu una fortissima nevicata ed il giorno dopo Il Corriere della Sera aveva in prima pagina il seguente titolo "Per un giorno i ragazzi dell'Intifada hanno lanciato palle di neve e non sassi ", conservo ancora il foglio del giornale!!! Rispondo con una citazione di due giornalisti israeliani, Akiva el Dar e Idth Zertal che nel loro libro sulla storia della colonizzazione dicono che “è solo rendendo giustizia ai palestinesi che Israele vivrà in Pace”.